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2008/4/30 i miei superpoteri: orientamento e recitazioneDopo avere sparso anche in quel di San Diego la già universale conoscenza del mio assoluto senso dell'orientamento (assoluto non come l'orecchio musicale ma come assolutamente mancante) oggi succedono due cose: una ragazza italiana arrivata a UCSD da due giorni si perde in campus e viene a chiedere a me di disegnarle una mappa per tornare a casa. Io fingo serafica di essere perfettamente padrona della topografia californiana e con l'aiuto di google map le disegno il percorso completo di autobus che deve prendere (il 150) e, particolare non trascurabile, al suo "mi sa che non ho capito niente" sorrido ed evito di dirle che io sono qui da 6 mesi e ancora mi perdo tra le 4 strade di UTC... come infatti è accaduto giusto più tardi mentre tornavo a casa e ho mancato la traversa giusta! :-) Fatto numero due: trovo questo post di Tandi che mi riconcilia con me stessa e mi fa sentire meno sola (e derisa) al mondo. Unica differenza con lei, io non avrei mai affermato "Sì sì, è proprio da queste parti... ti ci porto! Ti fidi di me?" , a scuola dopotutto, la chiamavano ubris! 2008/4/24 todo, con todas sus estrellasPer Roberta, per Antonio, per mia madre e per chi è curioso e sa leggere e ascoltare con lentezza, una poesia di Juan Ramón Jiménez per me e altri frenetici lettori la limpida traduzione di Luisa Carrara. Quisiera que mi libro fuese, como es el cielo por la noche, todo verdad presente, sin historia. Que, como él, se diera en cada instante, todo, con todas sus estrellas; sin que niñez, juventud, vejez quitaran ni pusieran encanto a su hermosura inmensa. ¡Temblor, relumbre, música presentes y totales! ¡Temblor, relumbre, música en la frente —cielo del corazón— del libro puro. A me ha fatto pensare a Matrix (il film) e ad una figura geometrica descritta in poesia dell'universo, una superficie che ha la curvatura inversa di un'ipersfera, una specie di cordone ombelicare. E a voi? basta una parola, una associazione, tutto quello che vi passa per la testa. 2008/4/21 UN Buon (non) Compleanno a TeFulviolo non ero lì ma un po'si e ... ssst non lo dico a nessuno!!! Buon 18 Compleanno Cucì razzolando nella rete... ovvero i consigli della Titta freddo cane in questa palude ............................. è un sugo pronto .................... qual è l'ideogramma per autoritratto?A chi lamenta l'abbondanza di Giusto per addolcire la pillola una 2008/4/19 il ragùQualcuno...e non dico altro, ma Qualcuno mi ha mandato un video di una scena di ieri oggi e domani che avevo visto taanto tempo fa ed è troppo bella, troppo bella quella risata e quell'abbraccio e "e non urla'!" e mi sono messa a vederne altri naturalmente, fino a trovare questa scena del ragù. Impossibile da doppiare, è un condensato di italianità a discapito dell'apparente campanilismo culinario. Mi sembrava di essere da Zarcone a Sant'Elia o dalla signora Rita e mi dispiace per chi non li conosce. Ho ripensato anche alle ricette esotiche della mia amica meridionale, quella agrigentina insomma, a sua zia Rosa e al mare di Siculiana. E poi ad altre case e tavole ed odori e a mia cugina che quando era piccola, (ma dico piccola piccola) si addormentava solo con me e oggi fa 23 anni! Io avevo sette anni penso, mi ricordo che le cantavo di tutto, canzoni inventate, ninnananne pazze e dopo cinque minuti lei dormiva, forse aveva paura di essere tenuta in braccio da una bambina pazza e preferiva addormentarsi, chi lo sa! Comunque Bettina Tanti Auguri! Che ti ha preparato tua madre? ... uhm, forse preferisco non saperlo! Baci baci baci a te e a quel ... Qualcuno! ;-) 2008/4/15 bar bar icola poesia deve essere breve la poesia è contratta la poesia respira di un fiato affannoso è un alito di vino, un girare improvviso della testa perdere i contorni balbettare le parole scioglie il senso e lo volta, come mercurio piombo manganese è cupìda è lattea è bluastra di labbra notti e sangue è una serpe una mollica 2008/4/14 dal diario di bridget..Dal momento che non mi posso assentare un giorno senza essere perentoriamente richiamata al compito di telefonista solitaria nonché brutalmente interrogata sul trascorrere delle mie ore (vedi giu_mi 13 apr 14:15), io Acid pentita e castigata con umiltà qui trascrivo il peccaminoso volgere di questa domenica. Giuliana, mi farò perdonare! 2008/4/13 nel segreto dell'urna"La redazione è più che mai caleidoscopica. Il corrispondente da New York Christian Rocca non nasconde nulla del suo ragionamento, pur riservando una sorpresa finale: Avrei votato Veltroni, se avesse avuto il coraggio di scaricare non solo i comunisti, ma anche i magistrati e i loro cantori travaglieschi che da quindici anni ribaltano la volontà democratica degli italiani a colpi di avvisi di garanzia. Il Polo, o come si chiama, non è mai stato così impresentabile. Gli altri sono caricature. Resta la lista pazza. Sono contrario all’aborto, ma favorevole alla 194 e alla libertà (vigilata) di scelta. ..." Dalla west coast Acid conferma, parola per parola. 2008/4/8 di biscotti, cartoni ed erroriMi ricordo distintamente di... uhm..., non proprio! Ricominciamo: Mi ricordo vagamente di essere seduta al tavolo della cucina di casa mia (componente oggettiva), di essere piccola (componente soggettivo) e che mio padre sta cercando di convincermi che due corpi (nella fattispecie due biscotti, uno intero e uno no) lasciati cadere da una stessa altezza arriveranno al suolo (o sul tavolo) allo stesso istante e con gran spargimento di molliche. Insomma cerca di darmi un'evidenza empirica che si, il peso dipende dalla massa, ma la accelerazione di gravità no, quella è costante in uno stesso luogo. Ora perversamente (o per vie traverse?) scopro questo cartone di daffy duck e mi chiedo: a ma da quanto tempo non ne vedevo uno? b è la geniale coerenza di questo universo alternativo che lo rende così accettabile per un bambino o sarà la elasticià della sua mente (elasticità o plasticità? boh, chi se ne frega!)? e se è così, perchè un bambino si diverte a guardarlo? r risposta autofornita: si perché per lui ci sono comunque mille cose nuove da scoprire in ogni cartone. gulp ma l'aspetto paradossale è che di tutte le anomalie di questo cartone, il blocco di acciaio che casca sulla testa del papero mentre entrambi precipitano verso la terra, è l'unica che non sembra anomala ma ovvia, naturale, come sprofondare nel mare una volta che è stato disegnato (perché si sa, un oggetto compiutamente disegnato si comporta come uno vero). - E allora? direte voi. - e allora niente, mi andava di postarlo. 2008/4/7 Ancora sul corpol'amore materno non è assoluto, totale, incondizionato. l'amore materno è viscerale. ma sono viscerali anche la stanchezza, la rabbia, l'istinto di sopravvivenza. l'amore materno ha dei buchi neri elastigirl Claudia Mancina argomenta, risponde, si rivolge, ma anche semina e irriga, nel senso di penetrare il terreno per spargere semi e di sciacquare, ripulire i noduli essenziali della questione. Che è l'aborto, ancora. Perchè il nostro, F. ha certamente segnato il suo goal, rendere di nuovo l'interruzione di gravidanza una questione culturale, una res publica e non più cosa di pubblica indifferenza. E allora nonostante le altissime grida delle arpie, si scrive, si prende posizione, si racconta del proprio angolo di vita. In DeA, donne e altri, si trovano di questi ragionamenti capaci di fare affiorare i nuclei problematici, ma anche di affermare, di proporre risposte. Perchè non è sospendendo il giudizio e riconoscendo le ragioni di tutti che ci si mette con la coscienza a posto. E allora ho trovato C. Mancina decisa e leale, Bia Sarasini affabulatrice, divertente, croccante, Eugenia Roccella, Ritanna Armeni. Un forum in piena regola di interventi meditati e personali, insieme al testo della 194 e ad una lettera alle donne di Giovanni Paolo II: "... Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità, della tua intuizione, della tua generosità e della tua costanza..." 2008/4/6 se è nelle tue braccia che stringo l'universo
Facevo un po' di ordine nella posta e ho ritrovato questa poesia di Marguerite Yourcenar. Giulipet te la ricordi? Solo che non ero più tanto sicura di chi fosse e cercando su google l'ho ritrovata nella pagina web di Enrico Oliari. Si tratta di una raccolta di documenti sulla omosessualità, o meglio sul modo in cui è stata vista (e condannata) durante i secoli. L'attenzione è posta sul mondo occidentale ed europeo, e su quello islamico, i due pianeti a noi più vicini oggi. Insomma una conchiglia che vale la pena di raccogliere. Per tornare alla poesia hospes comesque è un verso di Adriano... l'imperatore. Hospes comesque
Corpo, facchino dell'anima, in cui sperare forse
Mari dove si può vogare, sorgenti dove si può bere;
Aria che mi colmi di spazio e di equilibrio;
Corpo, vecchio mio compagno, noi moriremo insieme. M. Yourcenar Animula vagula blandula,
2008/4/1 parole parole parolePost Dimenticato L’avevo scritto
qualche settimana fa, ma rimaneva inconcluso. Collins English Dictionary: Come è possibile incappare, due volte nello stesso giorno,
nella stessa parola sconosciuta? 2. Archaic. a female servant or attendant. The Handmaid's Tale di Margaret Atwood... il nome mi suona
familiare, il nome dell’autrice, non il titolo. Cerco e wikipedia mi suggerisce
che ho letto le prime pagine di The Blind
Assassin durante una lezione di inglese, con Matt. Così stamattina comincio
a riabituarmi al peso di un libro di carta tra le mani (e al fatto che al
contrario del portatile non funziona come una borsa dell’acqua calda) e a
seguire i passi di questa donna sotto la sua tunica rossa come il sangue. 1. a person or thing that serves a useful but subordinate purpose: logic is the handmaid of philosophy. Pomeriggio, facciamo una passeggiata... ultima tappa la
libreria di Barnes & Noble vicino casa. “Every Thursday morning for two years in the Islamic Republic of Iran, a bold and inspired teacher named Azar Nafisi secretely gathered seven of her most committed female students to read forbidden Western classics...”. Quindi è un romanzo, non un saggio. Ma perchè Nobocov? Non è un pò ovvia come lettura proibita? Jane Austen, Henry James, lo capisco. Le conversazioni brillanti e garbate attraverso cui i personaggi forzano la loro storia nel romanzo possono essere rifugi nel nero della Repubblica. Però il peso del libro nelle mie mani, anzi la leggerezza, questa volta, sono quelli giusti e rimango in piedi a leggere le storie di queste ragazze, i loro nomi, come Sanaz, conosco una ragazza iraniana con questo nome, e i capelli scoperti dalle sciarpe nere. Sono già lì, in quel soggiorno riparato dalla magia delle parole. E ci rimango fino a notte. È da tanto tempo che non leggo un
romanzo in inglese, uno di quelli in cui le parole ti sembrano nuove, appena
forgiate, ciascuna distinta dalle altre, ciascuna seduta ben dritta, con la
testolina alzata a guardare il suo spazio. Mi piace trovarne di nuove, ogni
tanto le sottolineo, perchè non mi va di fermarmi a cercare. E poi lei, di
nuovo: We lived in a culture that denied any merit to literary works, considering them important only when they were handmadens to something seemingly more urgent, namely ideology. This was a country where all gestures, even the most private, were interpreted in political terms. The color of my head scarf or my father’s tie were symbols of Western decadence and imperialist tendencies. Not wearing a beard, shaking hands with members of the opposite sex, clapping or whistling in public meetings, were likewise considered Western and therefore decadent, part of the plot by imperialists to bring down our culture. Di molte parole mi ricordo la prima volta che le ho incontrate, perchè quasi tutte quelle che ho conosciuto in questi ultimi anni le ho incontrate in un racconto, in una storia. Quando le rileggo, quando le sento, pronunziare spesso per la prima volta e familiarizzo col suono, è immediata la connessione con una scena, lo sguardo di un personaggio, un nome. Le prime che mi vengno in mente ora? Puke, decisamente uno dei primi incontri. È rimasta oscura per tanto tempo, non avevo tempo, dovevo andare avanti. E una delle ultime, conjure, nel senso di far apparire, e conjure mi porta a sorcerer, ma il nesso non è affatto diretto... Nel paragrafo di Azar Nafisi c’è per esempio beard e potrei continuare, The Shire, questa è facile, hazel eyes, cane, clam chowder, leggings, ref e scrum, itch, slut, cobweb il nome di una fata di Sogno Di Una Notte Di Mezza Estate, tuition, counterclock in un libretto di istruzioni di un forno a microonde che ho tradotto per mio padre... Puppy l’ho riconosciuta in un episodio di Hally Mc Beal, e anche hunch.. The Core, era il titolo di un film uscito nello stesso periodo in cui mio cugino si laureava, ingegneria nucleare, e io ero ancora lontanissima dalla mia laurea. E poi alcune come bliss
spuntata sulle mie labbra non so da dove. |
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