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2008/3/17 Per chi mi conosce siamo alla masculiata! Parlo di compleanni, onomastici, ricorrenze e festività varie.
Oggi comincia la Settimana Terribilis, oltre che Settimana Santa.
Dunque lunedì compleanno di papà, AUGURI PAPI
martedì riposo e sarà bene sfruttarlo,
mercoledì... siete pronti? San Giuseppe e compleanno di tale Giuseppina Mira (nonchè onomastico insieme a me, zio Pino, zio Pippo e nonna Pina)
giovedì compleanno di nonna Pina
venerdì è Venerdi (Santo)
sabato riposo, come da tradizione
domenica è Pasqua
lunedì... compleanno di zio Nino ma anche, per i non appartenenti alla famigghia, Pasquetta!
Ce n'è più?
Ma sopratutto:
a me la pasta con le sarde chi me la fa?
firmato
una Giuseppina palermitana momentaneamente lontana (sigh)!!!
Quel che resta del Foglio, del nuovo Foglio.it, non più gratuitamente on line ogni giorno dopo le 13 e saccheggiato perfino del suo glorioso archivio, dove andavo a pescare nelle serate di solitudine, è poco, davvero molto poco! Ma essendo il Foglio un giornale generoso per natura, ogni tanto ci vengono elargiti una rubrichetta, un editoriale, una preghiera e così via. E allora giusto qualche suggerimento: Adriano Sofri nella sua Piccola Posta, l'Elefantino in un editoriale racconto della sua moratoria: Aborto? No, Grazie e Camillo Langone, uno dei miei vecchi vizi. Sofri perchè ci ha regalato un altro ritratto di Berlusconi da affiancare alle tavole che una volta il Foglio pubblicò, Berlusconi-Thatcher, Berlusconi-Churchill, Berlusconi-Napoleone... e così via. Si tratta in questo caso di Berlusconi-Maria Antonietta. Magistrale! L'Elefantino, come dice mio fratello, è egocentrico e in questo periodo ama raccontarsi come una qualunque trentenne che abbia aperto da qualche mese il suo blog. Prende spunto dalla morte di Chiara Lubitch per metterci a parte delle sue riflessioni. Ma soprattutto è la scrittura che mi piace sempre, che mi sorprende sempre, in qualche modo. In questo caso le ultime righe: Quella [dei Focolarini] è un’altra esperienza, preclusa al nostro vociferare avvocatesco
e tribunizio, al nostro sofisma democratico di ogni giorno. Tutta da
studiare, tutta ancora da raccontare. Bisognerà prima o poi che
qualcuno scriva la storia comparata dei carismi personali e spirituali
del ’900, tanti cristincroce quante stelle si contano, e se ne
leggeranno delle belle.
E, se non vi siete ancora stancati, Camillo Langone. S a essere molto antipatico, ma da bravo edonista qual è, questa sua preghiera è succosa!
Buona Lettura! 2008/3/12
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Gitarella a Point Loma domenica pomeriggio, ma
sfortunatamente il faro, uno dei simboli di San Diego era già chiuso! Luigi
ed io abbiamo comunque trovato un accesso al mare (e al tramonto) dalla
Università del Nazareno (no comment!) e queste sono lo foto che siamo
riusciti a fare prima che le batterie si scaricassero.
Ah, dimenticavo, la
vedete questa roccia pianeggiante tra i flutti (come sono poetica!)??? Non
sembra che assomigli alla carta degli Stati Uniti? Manca solo la Florida...
Carmen ed io (perchè addossarmi tutta la responsabilità?) pensiamo che sia
stata parzialmente lavorata per dare questo effetto, ma giudicate voi,
gente...
Anyway faro, tornerò!!!
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2008/3/11 lo so, lo so che non me la posso cavare all'infinito in questo modo... ... ma quest'uomo è troppo forte!!! 2008/3/8 Il post in questione è ridi... si prega di arrivare fino in fondo!!! 2008/3/3 di quante notti è composto un giorno di quanti istanti si nutre un attimo le ore che sei mancato le volte che sei andato via
sono tracce di lumaca su nel vetro di questa sera e tu che dormi, dormi ancora e il tuo sorriso che non si svela
sono troppi due giorni interi per volare sopra le ore voglio giocare, voglio guarire voglio rincorrere le parole
e cantare cantare ancora brillare immobile come una stella mille soli e mille notti sulla tua voce che mi accarezza
2008/2/28 “Life is a series of natural and spontaneous changes. Don’t resist them
- that only creates sorrow. Let reality be reality. Let things flow
naturally forward in whatever way they like.” Lao-Tzu
Incontrare questa frase mi ha fatto ricordare una giornata piovosa del ginnasio, era il periodo in cui si pubblicavano i primi libri per mille lire classici di solito, o saggi di autori sconosciuti, almeno a me. Quel giorno ho conosciuto Epicuro:
"Quindi
il più temibile dei mali, la morte, non è nulla per noi, perché quando
ci siamo noi non c’è la morte e quando c’è la morte non ci siamo noi."Semplice, apodittica, affascinante. ... ma dov'è l'errore? C'è l'errore? E' anche vera? E lo stesso questa. Chissà quante citazioni mi hanno avvolto nel loro luccicante inviluppo di parole e bloccato li, impedendomi di chiedermi - cosa significa questo per la mia vita? ha un senso nella mia esperienza? - ora non è che io sia una grande fan della coerenza o della moralità, penso che tutt'al più è la vita ad avere una coerenza tutta sua e spesso noi a quella siamo costretti ad adeguarci, senza volerla e senza capirla, però ci sono tanti punti di vista sul mondo e mi piace saperli riconoscere. Scrivendo mi sono ricordata di un'altra frase, da Baci Perugina questa, che mi ha sempre lasciato perplessa: Amare vuol dire non dover mai dire mi dispiace. Cioè no, altro che perplessa, non mi ha proprio mai convinto neanche un pò... eppure una volta inaspettatamente è stata vera!
... e mi accorgo che come al solito mi sono lasciata portare da un'altra parte...
... ma è possibile poi non opporsi a questo susseguirsi di cambiamenti naturali e spontanei, o non opporvisi senza dolore? e perchè disprezzare così il dolore poi, e con lui il piacere e la felicità? "let reality be reality", si la realtà sorpassa di gran lunga ogni nostra elucubrazione, filosofia o tradizione, e ci svela quanto siamo limitati e deboli e finiti, ma anche noi siamo parte di questo solido e ingannevole vero, noi con la nostra ricerca della verità e del giusto, col nostro opporci a quei disastri, naturali ma pur sempre disastri che irrompono nella vita individuale e collettiva. La sete di senso, la speranza che ci visita inaspettata e dispettosa, la capacità infinita di ripetere gli stessi errori, cosa ci dicono di questa reality?
2008/2/23 Cosa vi dicevo a proposito dei miei avvistamenti di
gemelli qui in California? Antonio non era convinto quando gliene ho parlato,
ma poi mi ha mandato questo articolo di Repubblica del 20 febbraio 2008:
L'America
decide di mettere un freno ai passeggini a due posti. L'aumento dei gemelli -
causato soprattutto dalla riproduzione assistita - non vuol dire solo fatica
doppia o tripla per genitori e baby sitter. Dal punto di vista medico, si
moltiplicano anche le difficoltà della gestazione e il numero di bimbi nati
prematuri. Negli Stati Uniti la spesa media per una gravidanza singola è di
circa 9 mila dollari. Si sale a 51 mila per le gravidanze gemellari, 150 mila per
le trigemine e 250 mila quando i neonati in arrivo sono addirittura quattro.
Dunque è come diceva Giusi, la mia omonima barese, la
fecondazione assistita è la causa dei nostri avvistamenti di gemelli qui in
California.
Ma questo non è un
“ve l’avevo detto”, semplicemente mi colpisce la scelta di parole della giornalista, Elena Dusi:
Il
cambiamento di rotta americano trova nell'Italia un'interlocutrice sensibile.
Le ferite
della nostra legge 40 (che impone di impiantare nell'utero tutti gli embrioni
fecondati: di norma tre) sono ancora vive a quattro anni dalla sua entrata in
vigore. E a sanarle diverse volte sono stati dei giudici di tribunale,
messi di fronte a casi di donne che rifiutavano l'impianto di tutti e tre gli
embrioni in base al principio della salvaguardia della propria salute.
[] Ai
tribunali hanno fatto ricorso anche alcuni genitori affetti da malattie
genetiche che chiedevano alla diagnosi pre-impianto (vietata dalla legge 40) un
responso sulla salute dei figli prima di dare avvio alla gravidanza.
Le
ferite della nostra legge 40... e a sanarle sono stati dei giudici di
tribunale...
Quali
ferite? Probabilmente si tratta delle ferite psicologiche, subite dalle donne,
forse anche dagli uomini, che desiderano tanto dei figli biologici, al punto di
non poterne fare a meno, al punto che è un diritto averne. Si sottopongono a
cure lunghe, debilitanti, spesso deludenti. Arrivano finalmente al momento
dell’impianto, al momento di accogliere nel loro corpo, nel corpo della loro
compagna, quel figlio che hanno voluto con passione e forza, pardon, quei
figli, quei figli che hanno voluto con passione e forza. Perchè non hanno
rifiutato che ne fosse generato più di uno. Certo la terapia ormonale induce la
produzione di più ovuli, ma nessuno costringe a fecondarli tutti. Lo si fa per
avere una maggiore probabilità di riuscita, in nome del principio di
salvaguardia della salute. Solo che a questo punto, magicamente il principio
smette di valere cioè vale solo per la donna, non per quegli altri che fino a
poco prima erano i figli, l’oggetto del desiderio, il bene irrinunciabile. E
allora si può scegliere, si può decidere chi diventa figlio e chi rimane
embrione, chi è vitale e chi è in eccesso.
Ironicamente alcune volte il rifiuto funziona per ribaltamento, e allora il
criterio utilizzato non è più la salute della madre ma quella dei figli. Ma di
quali figli? Quelli ipotetici, quelli sognati, i figli del diritto di
procreare, non quelli in cellule appena divisesi che sono in attesa nella
provetta. Forse il loro bene, la loro salute consiste nell’essere dimenticati,
può darsi. Perchè nascere prematuri è un destino peggiore della ibernazione
nell’azoto liquido e la medicina non è per i malati, ma per disfarsi di loro.
2008/2/16 Sono ancora nella fase entusiastica di qualche giorno fa quando chissà per quale percorso neuronale sono tornata a visitare il Mestiere di Scrivere e altrettanto fortunosamente ho scoperto CalleDelVento, due esempi non convenzionali di "portali", anzi Portali. Mi fanno pensare a quelle porte ottomane in legno, intarsiate, forate, delicate come ricami, che lasciano immaginare, all'interno dei palazzi che proteggono, harem e giardini. Oggi, arrivata a casa, avevo scelto un libro dalla piccola libreria di Jack, ma poi la voglia di esplorare ancora un pò è stata più forte ed eccomi a scoprire Il blog del Mestiere di Scrivere, certo un pò autoreferenziale nel titolo, ma intricante quanto il sito primario. E da qui tante altre porte, tanti fili come li chiama Luisa Carrada, sentieri che si allonatano dal luogo originario e conducono a nuovi siti, a terre da scoprire, genti da conoscere, fantasie meditate e costruite con lo stesso piacere con cui si gioca coi Lego. Leggo un pò qua e un pò la, velocemente, cercando di filtrare le cose migliori, confusa dai tanti link che mi si aprono davanti, dalle troppe scelte, dai titoli scoppiettanti e dalle scritture raffinate, dai grafi. Semi gettati con generosità nella rete, ma cresciuti su alberi che per anni sono stati innaffiati e potati, sotto il sole e nella pioggia. Chissà quanti fuochi fatui, e quanti inganni... ma io scappo via prima di accorgermene e torno qui a raccontare a tutti che ho trovato una nuova conchiglia... 2008/2/15
because his scent
still drives me insane
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che
cos'è un blog?
un blog è una porta
che conduce ad altre porte
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La commissione
invita il produttore e il regista a modificare, nel senso di ridurre
sensibilmente la durata eliminando i particolari scabrosi pur senza sopprimerla
totalmente, la scena del primo amplesso consumato dai due protagonisti
all’improvviso, all’impiedi
e con foga selvaggia.
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forsaken people
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2008/2/14 Sono belle le foto di San Francisco, vero? E Disneyland e Santa Monica... Oggi ho ricevuto i complimenti da un architetto e allora colgo l'occasione: certo che sono belle, le ha fatte Antonio...quasi tutte!
Ciao amore, ti voglio bene Lesbia
2008/2/12
Tantissimi Invisibili Sottili
2008/2/11 Forse qualcuno ha letto l'articolo sul Corriere "Si può scrivere un romanzo in sei parole?" L'inventore del genere letterario è Ernest Hemingway che scrisse: Vendesi: scarpine per neonato, mai indossate ma i lettori/scrittori di smithmag.net sono altrettanto concisi e pregnanti. Basta fare un salto nel sito per rimanere invischiati nelle storie che raccontano e metterlo immediatamente tra i preferiti. E non solo con sei parole... la sezione che mi ha catturato è The Things You Did For Love e questo racconto di qualche paragrafo ho avuto subito voglia di condividerlo con qualcuno. E' di Ken Kennedy che: "I am looking forward to seeing what it looks like in Italian!"
...and that's what it looks like:
Papà, ora sono grande
Mi ricordo distintamente la confusione che ho provato ad otto anni quando l’insegnante di scienza ci ha spiegato il concetto di spazio. Come è possibile che una cosa non abbia fine? Di fronte ad una complicazione così profonda mi rivolsi all’unica risorsa a mia disposizione: papà. Immaginate la mia delusione quando la risposta che ottenni fu: “Te lo spiegherò quando sarai più grande.” Non ho mai avuto la risposta e il concetto di infinito mi sconcerta ancora oggi.
Quando ero ragazzino, curioso di amore, sesso e donne, mi rivolsi di nuovo a mio padre in cerca di ispirazione: “Come hai chiesto alla mamma di sposarti?” Gli chiesi. “Te lo dirò quando sarai più grande.”
Non ho capito quello che in quel momento non mi diceva fino a quando a vent’anni, disteso a letto, accanto alla mia ragazza, dopo una notte di passione le chiesi... “Mi vuoi sposare?”
Quando i miei figli mi chiederanno come mi sono dichiarato alla loro mamma so esattamente cosa dirò.
E che ne dite di Forgiving Him di Tonya Zerkle?
Thank you Ken... and write some more!
2008/2/10
Ieri ed oggi prime giornate di caldo estivo, qualche buon affare ma soprattutto in giro per i negozi a guardare. Ogni mall, ogni mart o warehouse è ancora una scoperta, e nello stesso tempo inizio ad avere i miei posti preferiti. Macy's per i vestiti, 99cents per i biscotti e le cianfrusaglie varie, trader joe's e henry's per la spesa. E poi Target, dove c'è di tutto sempre, ma la silly patty Giusi ed io non l'abbiamo trovata!!!  Comunque, la mia meta oggi era Costco, un grande magazzino dove si vende di tutto, ma in quantità grandi. Una specie di paradiso per le famiglie numerose... Volevo comprare il bacon, ma ne avrei dovuto prendere almeno un paio di libbre. La cella frigorifera per la verdura è però la cosa che mi è piaciuta di più. E' una stanza senza porta dove sono accatastati i cartoni con i vari vegetali, si entra col carrello naturalmente e c'è un cartello che ammonisce di non arrampicarsi sulle scatole... ma ti fa venire voglia di farlo! Poi di pomeriggio Fashion Valley, uno dei più grandi centri commerciali di San Diego... e stasera a casa ascoltavo Gianna Nannini:
Siamo noi la california / siamo noi la libertà / pugni chiusi nelle tasche / sangue fragole realtà
siamo noi la california / siamo noi la libertà / siamo noi che lo guardiamo e ci sembra ancora
ancora cielooooooo...certo quattro negozi sono un pò poco per un sogno di libertà. O forse no? Per andare da Costco ho attraversato una zona di villette con il prato intorno, che poi è un tipo di abitazione molto comune qua a La Jolla. Gente in tuta che faceva jogging o giocava sul prato con i bambini e anche a Fashion Valley, tanti bambini e ulteriore avvistamento di due coppie di gemelli. Queste penso che siano le impressioni non immediate che questo posto sta lasciando su di me giorno dopo giorno: negozi che sono luoghi di intrattenimento e con tantissima merce di cui ti chiedi quale sarà la fine ragazze col pancione e bambini su passeggini multipli prati, villette, uccellini ti svolazzano intorno... oggi Antonio mi leggeva un articolo su San Diego, forse del settimanale di Repubblica, che diceva che la città spende il 70% delle sue risorse idriche per gli esterni. E si vede, soprattutto se si considera che questa zona è semidesertica e a poca distanza c'è la Death Valley. La sensazione è quella di vivere in un luogo ordinato, regolato, in cui
formare la tua famiglia non è una ipotesi che riguarda il futuro. Ma
questo è il carattere di San Diego, rilassata, luminosa. L'Ospedale dei
Veterani, vicino UCSD ha una bandiera all'ingresso e la scritta: welcome home new veterans e certe volte mi immagino davvero come debbano sentirsi i soldati che tornano dall'Iraq ad arrivare qui. Loro sono i new veterans, veterans sono anche alcuni di quelli che chiedono l'elemosina a downtown. E'
questo che mi fa paura, cosa succede quando scivoli fuori dal sistema,
quando non hai l'assicurazione medica (e anche quando ce l'hai!!),
quando perdi il lavoro. Forse sono io ad avere uno spirito poco
avventuroso, sono venuta qua sapendo che c'era un posto per me, con una
borsa di studio per essere indipendente e un clan familiare alle mie
spalle. Ma molti qui parlano spagnolo, sono mexicani che hanno passato
il confine più o meno recentemente... ... e non lo so dove mi
conducono queste considerazioni o perchè abbia avuto voglia di
scriverle proprio ora, forse perchè fisicamente, solo fisicamente, sono
sola, perchè le persone che frequento qui arrivano e poi vanno via. Mi
sembra di fare parte di un esperimento..
E basta, per ora mi fermo qui... e comunque è tutta colpa di quella pazza di Gianna Nannini!!!
Ieri sera ho sentito il mio prima terremoto californiano. Erano circa le undici penso, ero a letto e la porta scorrevole dell'armadio ha iniziato a vibrare rumorosamente. Proprio come il terremoto con epicentro vicino Ustica di qualche anno fa, é stato il rumore ad allertarmi. Poi dopo qualche secondo, una decina forse meno, anche il letto ha iniziato a muoversi. Non so perchè i terremoti mi facciano questo effetto, ma anche questa volta non ho avuto paura, anzi curiosità e un pizzico di eccitazione perchè sto assistendo ad una manifestazione così potente della terra. Qualcosa che hai studiato, di cui hai letto e che ad un certo punto si dispiega davanti ai tuoi occhi. E allora lo osservo, come guarderei una cometa che passa ogni mille anni nel cielo. Penso che questa fiducia me la abbia ispirata mio padre, fossi stata a Palermo forse non sarei stata così calma, ma quando c'è stato quell'altro terremoto ero a Capo Zafferano e mi ricordo di avere pensato che in quella casa non ci poteva succedere niente, perchè l'aveva costruita lui. Comunque per tornare a questo, stamattina me lo ero già scordato, infatti non l'ho detto a nessuno. E poi di pomeriggio in giro a Fashio Valley con Salvo, Luigi e Maria me lo sono ricordato.. ma loro non l'hanno sentito: "ma non è che sognavi e bla bla bla?" Sono arrivata a casa e ho chiesto a Jack e lui si è messo la solita faccia dei Californiani che hanno un terremoto al giorno, del tipo è possibile, niente per cui eccitarsi tanto. E allora ho cercato su internet e in effetti un terremoto, anzi due tra le undici e mezzanotte c'è stato qui nella zona di San Diego, magnitudo locale 5.35 ... 2008/1/7 Giuliana questo è per te, serata su youtube oggi con Johnny Cash e June Carter, gli originali, a farmi compagnia!
If I were a carpenter
and you were a lady,
Would you marry me anyway?
Would you have my baby?
If a tinker were my trade
would you still find me,
carrin' the pots I made,
followin' behind me.
Save my love through loneliness,
Save my love for sorrow,
I'm given you my onliness,
Come give your tomorrow.
If I worked my hands in wood,
Would you still love me?
Answer me babe, Yes I would,
I'll put you above me.
If I were a miller
at a mill wheel grinding,
would you miss your color box,
and your soft shoe shining?
If I were a carpenter
and you were a lady,
Would you marry me anyway?
Would you have my baby?
Would you marry anyway?
Would you have my baby
2008/1/4
Norberto Bobbio per me è soltanto un nome e quando ho trovato oggi l'intervista concessa al Corriere nell'81 alla vigilia del referendum sull'aborto l'ho letta per curiosità del nome. In generale non amo le interviste, ma in questa mi pare che il carattere, l'accento, la voce dell'intervistato sfondino il genere letterario e si facciano sentire con chiarezza esemplare. Il titolo del Foglio è azzeccatissimo (non fosse per quel laico ormai sciupato), il carattere fondamentale del discorso è la logica, la capacità di mettere ordine nel conflitto di diritti, problematiche e giustificazioni che ruotano attorno all'aborto e di prendere posizione in forza di questa logica. La chiusura poi è un esempio di come la libertà e la disciplina del pensiero possano smantellare con facilità i luoghi comuni della "laicità dello stato".
Il Foglio giovedì 3 gennaio 2008, dal Corriere della Sera dell’8 maggio 1981 La logica laica di Norberto Bobbio Alla vigilia del referendum sull’aborto, il Corriere della sera dell’8 maggio 1981 pubblicò un’intervista di Giulio Nascimbeni a Norberto Bobbio. Il filosofo, tra i massimi esponenti della cultura laica del dopoguerra, spiega così le sue ragioni a favore della vita.
Sono con Norberto Bobbio nel suo studio di Torino, fra scaffali gremiti e tavoli coperti da giornali e riviste.
“Non parlo volentieri di questo problema dell’aborto” mi dice. Gli chiedo perché. “E’ un problema molto difficile, è il classico problema nel quale ci si trova di fronte a un conflitto di diritti e di doveri”.
Quali diritti e quali doveri sono in conflitto?
“Innanzitutto il diritto fondamentale del concepito, quel diritto di nascita sul quale, secondo me, non si può transigere. E’ lo stesso diritto in nome del quale sono contrario alla pena di morte. Si può parlare di depenalizzazione dell’aborto, ma non si può essere moralmente indifferenti di fronte all’aborto”.
Lei parlava di diritti, non di un solo diritto…
“C’è anche il diritto della donna a non essere sacrificata nella cura dei figli che non vuole. E c’è un terzo diritto: quello della società. Il diritto della società in generale e anche delle società particolari a non essere superpopolate, e quindi a esercitare il controllo delle nascite”. Non le sembra che, così posto, il conflitto fra questi diritti si presenti pressoché insanabile? “E’ vero, sono diritti incompatibili. E quando ci si trova di fronte a diritti incompatibili, la scelta è sempre dolorosa”. Ma bisogna decidere.
“Ho parlato di tre diritti: il primo, quello del concepito, è fondamentale; gli altri, quello della donna e quello della società, sono derivati. Inoltre, e questo per me è il punto centrale, il diritto della donna e quello della società, che vengono di solito addotti per giustificare l’aborto, possono essere soddisfatti senza ricorrere all’aborto, cioè evitando il concepimento. Una volta avvenuto il concepimento, il diritto del concepito può essere soddisfatto soltanto lasciandolo nascere”.
Quali critiche muove alla legge 194?
“Al primo articolo è detto che lo stato ‘garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile’. Secondo me, questo diritto ha ragione d’essere soltanto se si afferma e si accetta il dovere di un rapporto sessuale cosciente e responsabile, cioè tra persone consapevoli delle conseguenze del loro atto e pronte ad assumersi gli obblighi che ne derivano. Rinviare la soluzione a concepimento avvenuto, cioè quando le conseguenze che si potevano evitare non sono state evitate, questo mi pare non andare al fondo del problema. Tanto è vero che, nello stesso primo articolo della 194, è scritto subito dopo che l’interruzione della gravidanza non è mezzo per il controllo delle nascite”.
E se, abrogando la legge 194, si tornasse ai “cucchiai d’oro”, alle “mammane”, ai drammi e alle ingiustizie dell’aborto clandestino? L’aborto è una triste realtà, non si può negarla.
“Il fatto che l’aborto sia diffuso, è un argomento debolissimo dal punto di vista giuridico e morale. E mi stupisce che venga addotto con tanta frequenza. Gli uomini sono come sono: ma la morale e il diritto esistono per questo. Il furto d’auto, ad esempio, è diffuso, quasi impunito: ma questo legittima il furto? Si può al massimo sostenere che siccome l’aborto è diffuso e incontrollabile, lo Stato lo tollera e cerca di regolarlo per limitarne la dannosità. Da questo punto di vista, se la legge 194 fosse bene applicata, potrebbe essere accolta come una legge che risolve un problema umanamente e socialmente rilevante”.
Esistono azioni moralmente illecite ma che non sono considerate illegittime?
“Certamente. Cito il rapporto sessuale nelle sue varie forme, il tradimento tra coniugi, la stessa prostituzione. Mi consenta di ricordare il ‘Saggio sulla libertà’ di Stuart Mill. Sono parole scritte centotrent’anni fa, ma attualissime. Il diritto, secondo Stuart Mill, si deve preoccupare delle azioni che recano danno alla società : ‘Il bene dell’individuo, sia esso fisico o morale, non è una giustificazione sufficiente’”. Questo può valere anche nel caso dell’aborto? “Dice ancora Stuart Mill: ‘Su se stesso, sulla sua mente e sul suo corpo, l’individuo è sovrano’. Adesso le femministe dicono: ‘Il corpo è mio e lo gestisco io’. Sembrerebbe una perfetta applicazione di questo principio. Io, invece, dico che è aberrante farvi rientrare l’aborto. L’individuo è uno, singolo. Nel caso dell’aborto c’è un ‘altro’ nel corpo della donna. Il suicida dispone della sua singola vita. Con l’aborto si dispone di una vita altrui”.
Tutta la sua lunga attività, professor Bobbio, i suoi libri, il suo insegnamento sono la testimonianza di uno spirito fermamente laico. Immagina che ci sarà sorpresa nel mondo laico per queste sue dichiarazioni?
“Vorrei chiedere quale sorpresa ci può essere nel fatto che un laico consideri come valido in senso assoluto, come un imperativo categorico, il ‘non uccidere’. E mi stupisco a mia volta che i laici lascino ai credenti il privilegio e l’onore di affermare che non si deve uccidere”.
Giulio Nascimbeni
Sola chiusa
Sul bordo del letto
Un recinto di pareti
Il gocciolio delle foglie
Le mani si fanno compagnia di parole
Il tempo inesatto si scompone e ripropone
Giorni di desiderio
Giorni perduti
La coperta e il prato sono il mio tappeto
Aladino mi conduce per tessuti di parole
Gravitando contro un pensiero
2008/1/1 Dopo il messaggio urbi et orbi di oggi, da brava fogliante veloce lettura del blog temporaneo di Giuliano Ferrara e nella solita ricchezza di immagini giudizi e scardinante intelligenza ho trovato questa:
Che cosa sarebbe questa laicità per cui uno lascia a casa ed esclude
dalla vita pubblica ciò che crede, e magari ciò che sa, ciò che pensa,
ciò che gli ha dettato l’esperienza o la riflessione razionale: chi la
fornisce la cultura per governare, lo stato? [] Tutto il ragionamento messo in piedi dagli allarmisti del laicismo,
anche nelle forme più scombiccherate, si basa su questo assunto: la
chiesa vuole fare politica, invade le prerogative dello stato, vuole
piegare il libero pensiero all’obbedienza confessionale. Balle: la
chiesa giovanpaolina e benedettina vuole impedire alla politica di
farsi religione immanentista e idolatra, di imporre fonti morali
proprie, si batte contro l’eticità dello stato e di quegli ordini
legislativi e giuridici che vogliono conformare la terra al dogma
ideologico prevalente.
...non ce l'ho fatta a resistere!
ps non ho ancora imparato a mettere i link, per il momento: http://www.camilloblog.it/archivio/2007/12/30/vino-salame-maltagliati-in-brodo-ancora-spinelli/
2007/12/31 Buon Anno a tutti
quest'anno è stato davvero speciale,
è speciale per me... qui ancora è la mattina del 31 e non mi sembra proprio
capodanno
sono lontana da tutti voi ma non mi sento lontana perchè voi mi siete tutti
vicini.
Sono davanti al computer, come sempre, è un pò come l'albero di Natale di
Piazza Politeama,
mi sembra che di qui si dipartano tutti i fili argentati che mi legano a voi.
Quest'anno sono successe tante cose, come dice Giugiù quest'anno ne vale 10 nel
conteggio della mia vita tranquilla,
sarà arrivato qualche raggio particolarmente denso di energia dallo spazio e
tàchete (è abbastanza milanese Giuliana?)
sono saltata su uno stato quantico più esterno;
mi sono lanciata, mi sono stancata di me, ho deciso che valeva correre dei
rischi e non stare più rintanata,
e ho trovato delle braccia che mi hanno presa e stretta.
E basta... volevo solo salutarvi e augurarvi buon anno
Manu, Giulia, Zii tutti uno per uno e Zia Giovi, Nino, Bettina, Fulvio, Cugini
tutti, vecchi e nuovi
Madre e Padre
Piolìn e Vane
Giuliana
Alessia, Robina, Valery, MariLeti, Libo e ...
Anna e Albe e Giàn e Chiara ...Gisella e Giovanni e Roberta e ....
Giusi la mia compagna di avventure qui a San Diego
Renato e Davide
nonna Pina, nonno Pietro, nonna Mela e nonno Totò e Maria
Filippo, Gabri, Frà, Marco e Germana ;-)
e.. chi mi sto dimenticando?
Ah tutti i ragazzi qua a UCSD, la comunità
ItaloAmericanaThaiPortoGrecaCaliforniana
e Laura e i ragazzi con cui ho passato la sera di Natale
e poi? e poi?
Ciccio ma dove sei? ma ci sei?
mi sono scordata di te? ma che dici Ciccio?!?
Antonio, il mio tanguero che fra poco arriva, staa arrivaando sta arrivaaandooo
Un bacio per ciascuno di voi e, se ci riesco, un piccolo video che ho registrato ieri dal
titolo originale:
"uccellini dal becco lungo e gabbiani"
Buon Anno
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